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I materiali di costruzione di una vela

Barbizzi Cassio

Mediaround

I materiali di costruzione di una vela

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VETRINA

Come orientarsi nell’acquisto di una vela! Istruzioni per l’uso.

Articolo a cura di Riccardo Guidi – con la consulenza tecnica di Veleria Barbizzi Cassio.

Le vele sono il motore naturale delle barche e nella lunga storia della navigazione a vela si è passati da materiali naturali, come il cotone, a quelli attuali ad altissimo contenuto tecnologico.

Le tipologie di materiali sono molte ma, non volendo fare di questo articolo un trattato tecnico scientifico, ci limiteremo a parlare esclusivamente delle due tipologie comunemente usate:

  • vele in  Dacron o comunemente note come vele bianche (randa, fiocchi, genoa)
  • vele in  Laminato, ma solo come tipologia e taglio, poiché le vele leggere “colorate” tipo  Spinnaker, Gennaker e Code 0 sono normalmente costruite con Poliestere o Nylon.

Quindi le due grandi “famiglie” di materiali sono:

1)            Il DACRON

2)            I LAMINATI *

*Sono chiamati in questo modo perche hanno esternamente un film lucido trasparente MYLAR e internamente sono composti da fibre di materiale diverso. Possono essere solo in Pentex, solo Carbonio, solo Kewlar, o anche insieme tipo Carbonio e Kewlar. Sono compositi e fibre, brevettati: Pentex, Spectra, Vectran, Kevlar, etc. .

Tutte queste fibre hanno in comune una caratteristica: sono composti da una trama e un ordito, in inglese chiamati WARP FILL.

Fill, Bias, Warp

I tessuti vengono confezionati in rotoli di larghezza variabile da 1 a 1,5 yarde (yd) con pesi per yd2 espressi in once (oz) che possono variare da 2,9 a 15 oz per yd2.    (1 yd = 0,9144 mt = 3 piedi 1 oz = 28,35 gr)

Il  DACRON

Nei cabinati è il tessuto maggiormente utilizzato, infatti esso copre il 90% del mercato, viene utilizzato nelle vele da crociera e talvolta anche su imbarcazioni cabinate che hanno un dislocamento “leggero” per regate. Talvolta può riservare delle belle sorprese, infatti ad un recente Campionato Italiano Altura svoltosi ad Ancona, in Gruppo B, un Farr 30 ha vinto conquistando il 1 posto. Ovviamente anche l’equipaggio e la messa a punto della barca, devono contribuire al risultato.
Quindi alla fine un buon gioco di vele in Dacron può migliorare le prestazioni di qualsiasi imbarcazione a condizione che si rispetti la natura e la forma dello scafo.
Negli ultimi anni, questo materiale ha subito notevoli miglioramenti costruttivi, ora il velaio può scegliere anche la disposizione del filato nella costruzione della vela che andrà a produrre. Se avrà un vela stretta di base e con alto allungamento (High Aspect) può optare per un tessuto con una tramatura più robusta in ordito e meno in trama. Se al contrario ha una vela larga di base e bassa (Low Aspect) può optare per una trama e ordito più equilibrato. Ad esempio con un dacron dello stesse peso 8,5 oz possiamo avere 800×250 per un High Aspect oppure 600×450 per un Low aspect. Nel tessuto Low Aspect avrà una grande importanza la stabilità  diagonale “BIAS”.
Altro aspetto da considerare è la finitura o finissaggio della tessitura, che si può scegliere tra “Morbida” adatto ad un usa più crocieristico, “Media” per un uso crociera e regate, “Forte” per un uso da regata.
Nelle derive, ovvero le piccole barche da spiaggia, o le imbarcazioni di Classi Olimpiche tipo 470 Laser, 2.4 o ex olimpiche tipo FD, ecc… il dacron è fortemente utilizzato.
Normalmente la vela in Dacron viene tagliata a ferzi orizzontali. (Cross Cut)

vela-ferzi-orizzontali-Searound

Come è fatto il Dacron?

Intanto va specificato che Dacron è un marchio registrato dalla Du Pont, in passato altri nomi sono stati dati a questo tipo di tessuto, è stato registrato e brevettato come, Terital, Terlenka, Tetoron, Diolin e altri. In realtà il materiale, scientificamente parlando, è un tetra polietilene derivante da un processo di sintesi di tecnologia petrolifera.
Il processo di produzione del Dacron parte da un tessuto in trama di fili sottilissimi di poliestere che viene resinato, fissato, calandrato e apprettato con resine epossidiche, passando per un processo a caldo, dando compattezza e rigidità a tutta la trama.
L’appretto nel Dacron, (lo strato di resina superficiale),  più è spesso e più riduce l’allungamento in tutte le direzioni. I Dacron con apprettatura molto dura, sono richiesti per le vele da regata dove altre fibre sono vietate dal regolamento della classe.

I pregi del Dacron:

  • Il Dacron èil materiale più duraturo
  • Semplice nella sua costruzione
  • Fasce di prezzo piùeconomiche
  • Sopporta una resistenzaalle abrasioni
  • Durata contro l’esposizione solare
  • Durata media per un utilizzo di tre mesi all’anno intorno ai 8/10 anni (in base anche alla manutenzione della vela) poi comincia a deformarsi e a degradare

 

I difetti del Dacron:

  • Allungamento e deformazione del tessuto
  • Le forme, tendono a spanciarsi sotto pressione, rispetto ad una vela laminata
  • Il taglio più diffuso è aferzi orizzontali, Cross Cut.
  • I ferzi sono disposti perpendicolari, rispetto all’inferitura

Se viene usato un Dacron con una grammatura più pesante, rispetto alla norma delle dimensioni della barca, allunga meno, ha una maggiore garanzia di durata e resistenza a discapito però di performance con poco vento.

Manutenzione:

Se la vela è realizzata con tessuti altamente apprettati per uso regata è consigliato di NON piegare la vela ma di arrotolarla.
In caso di lavaggio si raccomanda di effettuare uno sciacquo leggero evitando l’utilizzo di detergenti chimici aggressivi, e si raccomanda di non sfregare la superficie della vela con spazzole dure ed eccessiva energia, onde evitare la riduzione dello stato di appretto presente sulla superficie del tessuto.

 
I LAMINATI

I laminati sono tessuti di materiali accoppiati con all’interno delle fibre (visibili a vista) con materiali ad alta resistenza quali Pentex, Carbonio, Kevlar, Spectra, etc.. Hanno la caratteristica per essere costruiti molto forti in Warp (Trama) specialmente in trazione. Le aziende costruttrici hanno una grande varietà di stili e accoppiamenti tra le varie filature, sia da soli, che accoppiati tra loro.
Una cosa hanno in comune questi materiali: la costruzione della vela che generalmente viene fatta con un taglio radiale.
Questi tessuti lavorano principalmente per linee diritte, infatti per distribuire gli sforzi, sugli angoli della vela si vedono queste forme a raggiera, denominata Radiale. Il velaio taglia il tessuto a pannelli, li dispone e li ricuce in modo da concentrare lo sforzo in un solo punto. A secondo del tipo di vela o grandezza, andrà a scegliere il tipo di taglio più adatto.

Esempio di tipi di taglio o di costruzione di una vela:

Laminati-searound

I laminati sono tessuti molto rigidi, utilizzati per vele da regata, e a loro volta si distinguono in Laminati puri se hanno esternamente il film (Mylar) trasparente, e Laminati con Taffetà perchè al Mylar è stato aggiunto sopra ad esso un’altro tessutino leggero (chiamato Taffeta’) in poliestere a protezione del laminato dall’azione del sole.
Quindi un laminato è composto in mezzo da un reticolo di fili ad alta resistenza,( Pentex, Carbonio, Kevlar, Spectra, etc.)  un film trasparente, messo a sandwich, di tenuta del reticolo (chiamato  Mylar) e, nel caso di Laminati taffetati, ancora uno strato esterno, su entrambi i lati, composto da un dacron sottilissimo, incollato a caldo, a proteggere tutto il laminato.
E’ evidente che quando si parla di Laminati siamo di fronte a vele altamente tecnologiche, costose ma altamente performanti.

Particolari:

 

Sezione di costruzione del laminato con Mylar esterno

laminato con Mylar

Sezione di costruzione del laminato con aggiunta di Taffetà esterno

laminato-taffetà-searound

I pregi dei Laminati:

  • Migliori prestazioni
  • Allungamento quasi assente
  • Minima deformazione
  • Rigidità del tessuto
  • Molta forza in Warp
  • Più leggeri e resistenti del Dacron a parità di spessori

 

I difetti dei Laminati:

  • Minore durata (meno del Dacron)
  • Rischio di delaminazione, nel corso della durata media e comunque certa, per invecchiamento, entro una decina di anni anche se il tessuto non viene mai utilizzato (per questo è importante accertarsi che il velaio utilizzi laminati di recente fabbricazione)
  • Costi superiori rispetto al Dacron
  • Non molto adatti per vele da crociera anche se alcuni laminati innovativi e misti, consentono un utilizzo, regata-crociera

 

Manutenzione:

Le vele in laminato non dovrebbero essere  mai piegate ma arrotolate. Se la fibra interna è in carbonio questo diventa tassativo e lo dimostriamo con il video sottostante. La fibra di carbonio piegata è soggetta a rottura per disgregazione molecolare.

Come per il Dacron in caso di lavaggio si raccomanda di effettuare uno sciacquo leggero evitando l’utilizzo di detergenti chimici aggressivi, e si raccomanda di non sfregare la superficie della vela con spazzole dure ed eccessiva energia, onde evitare in questo caso il distacco del sandwich esterno.

Di seguito tre foto di un tessuto laminato completamente delaminato dall’usura e dal tempo:

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Tessuto delaminato esclusivamente da invecchiamento. Si noti lo scollamento del taffetà.

Tessuto de-laminato da usura. Il sandwich è completamente dilaniato e le fibre sono scoperte.

Riepilogando :

  • Un tessuto performante deve allungarsi meno possibile
  • Nei Laminati non esiste ancora una laminazione tale da conservarsi nel tempo resistendo alle pieghe, all’usura, al sole e alla muffa
  • Una vela progettata per un tipo di utilizzo e per un certo tipo di vento non è detto che si adatti a tutte le condizioni meteo. Quindi non esiste una vela per tutte le condizioni.

Il giusto compromesso lo si trova attraverso il sopralluogo e l’analisi delle necessità del cliente da parte del velaio che diventa consulente, progettista, e costruttore del nostro motore naturale.

Unica eccezione su quanto detto sinora sulle costruzioni radiali o pannellate, è North Sail che progetta vele in un unico stampo e senza cuciture intermedie, attraverso un brevetto che al momento è di loro esclusiva.

Si ringrazia per la collaborazione e per il materiale fornito la Veleria BARBIZZI CASSIO.

Veleria BARBIZZI CASSIO:

La VELERIA nasce dalla passione, dalla professionalità e dalle competenze sportive di BARBIZZI CASSIO. Campione italiano 2006, 2007, 2008 sul Catamarano  Monotipo “Mattia ESSE “ International Class., in equipaggio con MAURO DI FELICIANTONIO.
Cassio, velista da sempre, regatante e istruttore FIV, costruisce vele da oltre 20 anni e grazie alle sue capacità e competenze veliche e tecniche è in grado di disegnare, progettare e costruire vele partendo dal sopraluogo sull’imbarcazione, alle necessità dell’armatore, sino alla scelta dei materiali più idonei  per l’utilizzo del prodotto finito.
La cura maniacale di ogni dettaglio, eseguita personalmente, fa delle sue vele prodotti unici, professionali e affidabili.
Specializzato anche in vele da catamarano, ha armato parecchie barche che sono risultate vincitrici di diversi campionati.

AREE COPERTE DALL’ATTIVITA’:  Centro Adriatico e Italia su richiesta

CONTATTI:

telefono:               +39 338 9429784

email:                    barbizzicassio@libero.it

Sito web:              www.barbizzicassioveleria.it

Facebook:             Barbizzi Cassio

Lat./Long.:           42,724600/13,913048

 

 

 

Cassio Barbizzi

Classe 1957 - Campione italiano 2006, 2007, 2008 sul Catamarano Monotipo “Mattia ESSE “ International Class., in equipaggio con MAURO DI FELICIANTONIO. Cassio, velista da sempre, regatante e istruttore FIV, costruisce vele da oltre 20 anni e grazie alle sue capacità e competenze veliche e tecniche è in grado di disegnare, progettare e costruire vele partendo dal sopraluogo sull’imbarcazione, alle necessità dell’armatore, sino alla scelta dei materiali più idonei per l’utilizzo del prodotto finito. La cura maniacale di ogni dettaglio, eseguita personalmente, fa delle sue vele prodotti unici, professionali e affidabili. Specializzato anche in vele da catamarano, ha armato parecchie barche che sono risultate vincitrici di diversi campionati.

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